Arriva il decimo compleanno con l’euro forte - Il Sole 24 ORE
dic 31st, 2008 by Anna
30 DICEMBRE 2008
La divisa unica, il 1° gennaio 2009, festeggerà un decennale all’insegna del cambio forte. Su di essa hanno puntato con successo i mercati ma anche le banche centrali, scegliendola come principale riserva ufficiale accanto al biglietto verde. I cittadini europei, secondo il «Financial Times», ritengono in maggioranza che l’euro diverrà globalmente più importante del dollaro nei prossimi cinque anni.
E il valore delle banconote in euro in circolazione, a livello globale, è ormai superiore a quella della valuta americana. Non solo: la crisi del credito ha visto la Banca centrale europea in prima linea, costringendo paesi euroscettici come la Danimarca a dover chiedere prestiti proprio all’Eurotower per sfuggire alla tempesta. Persino in Gran Bretagna, del resto, si torna a parlare di referendum sull’euro – la sterlina è scesa ai minimi storici contro l’euro a 97,18 pence e si avvicina progressivamente alla parità, avendo perso quasi il 10%dall’inizio del “credit crunch” nell’agosto 2007 – e l’Ungheria rimpiange di non potersi riparare subito sotto l’ombrello della moneta unica, come farà dal 1° gennaio 2009 la Slovacchia.
La moneta unica era stato il sogno di una vita degli europeisti convinti, ha suscitato poi alternativamente l’entusiasmo o le critiche serrate di molti, e dopo 10 anni di vita, caratterizzati certamente da fasi alterne di successi e momenti di tensione, l’euro è ormai a pieno titolo una delle monete di riferimento nel mondo. Alle spalle una storia ancora molto limitata, l’euro ha comunque al suo attivo già molte vicende da raccontare. E per gli italiani, così come per tanta parte dei cittadini europei, è un compagno di vita quotidiano.
Dopo il debutto, anche se solo «virtuale», il 1° gennaio 1999, la moneta unica ha iniziato a riempire fisicamente i portafogli dei cittadini degli 11 Paesi che lo avevano adottato fin dall’inizio a partire dal gennaio 2002. Data storica, quella del “changeover” di quel Capodanno: da quel giorno infatti italiani, francesi, tedeschi e molti altri hanno abbattuto le frontiere valutarie. E per la prima volta da sempre per un turista del Vecchio continente che superava i confini del proprio Paese non si poneva più il problema di dover andare in banca a cambiare denaro o acquistare traveler cheques. E anche letture e comparabilità dei prezzi improvvisamente diventavano un’operazione automatica.
Una vera e propria rivoluzione che forse è stata ancora più rilevante per gli italiani: da Aosta a Palermo, infatti, 57 milioni di persone, dando l’addio alla lira, si son trovate a dover improvvisamente familiarizzare con i centesimi. Operazione facilitata in parte dalla distribuzione a tappeto negli uffici postali, già a partire dalla fine del 2001, di kit di monete di euro o di piccoli euro convertitori.Una volta introdotta la moneta unica, la doppia circolazione (con l’unica eccezione della Germania che non l’ha mai adottata) è durata fino al 28 febbraio 2002. Da quella data in poi le divise locali sono scomparse dai borsellini. Ma chi se ne trova qualche pezzo nei vecchi salvadanai ha ancora la possibilità di cambiarlo almeno fino al 2012.
A parte le grida di vittoria dei convinti sostenitori del nuovo regime valutario, tuttavia, l’euro non ha mancato di suscitare malumori e critiche: il principale appunto, anche in Italia, è stata la coincidenza con il forte rialzo dell’inflazione. Alti e bassi hanno segnato anche il rapporto dell’euro con l’altra grande valuta di riferimento, il dollaro. Dalla sua prima quotazione ufficiale, il primo gennaio 1999, a 1,1667 dollari, l’euro ha seguito un andamento altalenante, sullo sfondo del susseguirsi di eventi economico-finanziari, geo-politici o di più semplice cronaca. Il minimo storico sul biglietto verde è stato toccato il 26 ottobre 2000, quando un euro valeva appena 82,3 centesimi di dollaro. Quello era l’anno della bolla Internet, poi è venuto l’11 settembre 2001 con i venti di crisi che da esso sono scaturiti. E il dollaro via via è finito più sotto pressione fino a toccare un minimo storico di 1,6038 contro euro il 15 luglio scorso. Il cambio si è riequilibrato nei mesi successivi scendendo sotto 1,25, ma poi è tornato a correre e oggi in chiusura d’anno oscilla intorno agli 1,41-1,42 dollari.
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