Darfur: i ribelli e il Governo parlano
feb 15th, 2009 by Anna
giovedì 12 febbraio 2009
E’ un inizio. Niente di eclatante, nessun proclama di pace, ma i ribelli del Justice and Equality Movement (Jem) e il Governo sudanese hanno iniziato a parlarsi dopo due anni dal loro ultimo contatto avvenuto nel 2007.
Come annunciato si sono incontrati in Qatar il rappresentante del Governo sudanese, Nafie Ali Nafie, e quello del Jem, Jibril Ibrahim, i quali hanno iniziato a discutere lasciando molte porte aperte per il futuro.
Indicativo quanto detto da Jibril Ibrahim, secondo cui i contatti appena avviati potrebbero spianare la strada a dei veri e propri negoziati di pace. Il Jem chiede al Governo sudanese di “liquidare” le milizie Janjaweed e di accettare, come successo per il Sud Sudan, una rappresentanza importante del gruppo all’interno del Governo centrale. “L’approccio appropriato per i nostri colloqui – ha detto Ibrahim – è iniziare con azioni di fiducia reciproca e una dichiarazione di buone intenzione, poi affrontare insieme i punti principali della discordia”.
Jibril Ibrahim ha poi aggiunto che quanto dice “azioni di fiducia” si riferisce, per esempio, al rilascio dei prigionieri Jem e al contestuale rilascio dei militari catturati dal gruppo ribelle. Poi, forse precorrendo i tempi, ha detto che il Jem garantisce la completa immobilità dei suoi combattenti durante l’eventuale periodo di transizione e successivamente, una volta raggiunto un vero e proprio accordo di pace, l’integrazione degli stessi nell’esercito sudanese.
Dal canto suo Nafie Ali Nafie, parlando a nome del Governo, ha garantito la ferma volontà e la determinazione da parte di Khartoum di proseguire nel cammino di pace appena intrapreso e l’intenzione di valutare attentamente le proposte del Jem, giudicate in maniera positiva anche se occorrerà apportare alcune modifiche alle richieste. Per questo, insieme ai mediatori internazionali, si sta cercando di scrivere una bozza iniziale che contempli il cessate il fuoco come primo passo verso un vero e proprio accordo.
Il Primo Ministro del Qatar, Sheikh Hamad bin Jassem al-Khalifa, ha dato la completa disponibilità del suo Paese a ospitare i futuri colloqui e si è augurato che al Jem si uniscano anche gli altri gruppi ribelli.
E’ infatti questa la maggiore incognita che i mediatori si trovano ad affrontare. Se è vero infatti che questa mossa del Jem rappresenta un buonissimo inizio è necessario che al Justice and Equality Movement si unisca anche l’altro grande gruppo ribelle operante in Darfur, il Sudan Liberation Movement (Slm), il quale da primi colloqui sembra ben disposto a unirsi al Jem in queste trattative di pace.
Il Jem ha annunciato per questa settimana anche la presenza ai colloqui del suo leader, Khalil Ibrahim (fratello di Jibril), questo per dare ancora più peso agli incontri. Rimane aperta la questione della richiesta di arresto da parte della Corte Penale Internazionale per il Presidente sudanese, Omar al-Bashir, richiesta tutt’ora appoggiata anche dal Jem. Per ora il gruppo ribelle non ha fatto alcu passo indietro in merito a questa questione e quindi continua a chiedere l’arresto di Bashir, non è escluso però che con il proseguo dei colloqui non decida di recedere da questa richiesta.
Andrea Pompei
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